La sciamatura artificiale: dividere una famiglia di api La sciamatura artificiale: dividere una famiglia di api © Carlo Taccari
BUONO 09 Maggio 2017

La sciamatura artificiale: dividere una famiglia di api

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La sciamatura è un fenomeno naturale grazie al quale una colonia di api si riproduce. É la propagazione della specie del genere Apis e si conclude con la formazione di uno o più sciami.

Come posso prevenire la sciamatura naturale?

Come faccio a dividere una famiglia particolarmente forte, calma oppure produttiva?

Se ti stai ponendo queste domande sei nel posto giusto.
In tanti ci state chiedendo consigli su come poter gestire questa parte del lavoro in apiario e oggi cercheremo di approfondire alcuni degli aspetti che entrano in gioco nel praticare una divisione semplice delle famiglie.

Parlo di divisione semplice perché in letteratura potrai trovare molti metodi diversi per effettuare sciamature artificiali. La scelta tra i vari approcci dipende dall’obiettivo che ti proponi di raggiungere e da quante accortezze dovrai avere per arrivare al traguardo con la maggiore probabilità di successo.

Per intenderci, potresti poter volere dividere una famiglia in due oppure in tre colonie ma, chiaramente, per arrivare a questi risultati non ti sarà possibile seguire la stessa strada.

In questo primo articolo vedremo quindi lo scenario con minori complessità: parliamo del metodo più semplice in apicoltura per ottenere 2 famiglie di api da 1 famiglia d’origine.

 

Il metodo più semplice in apicoltura per ottenere 2 famiglie di api da 1 famiglia d’origine. goo.gl/VqPW40clicca per twittare

 

ALCUNE PREMESSE

Come accennato in un precedente articolo la sciamatura è un fenomeno complesso nel quale intervengono in modo sinergico sia fattori esterni sia interni alla colonia che si prepara al trasloco.

 

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Chiunque voglia cimentarsi nella sciamatura artificiale deve aver prima compreso a fondo il ciclo biologico delle api per evitare di compromettere le famiglie perché è proprio sul ciclo biologico delle api che stiamo intervenendo.

Non è un caso infatti che la sciamatura artificiale sia uno dei metodi di controllo più efficaci per prevenire la sciamatura naturale, ma non solo. Oltre a permetterti di ottenere delle nuove famiglie da quella preesistente potrai infatti iniziare a selezionare alcuni caratteri di interesse (famiglia docile, molto produttiva, poco propensa alla sciamatura, e così via), un’operazione complessa che richiederà molto tempo e molte altre divisioni e continuo monitoraggio da parte tua ma che, alla fine, potrebbe portarti ad ottenere delle famiglie sempre più vicine alle tue aspettative.

Il periodo migliore per questi lavori in apiario può essere sia quello dell’inizio della stagione produttiva oppure quello terminale. In generale è sempre opportuno che le temperature siano intorno ai 20° C.

 

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LA DIVISIONE SEMPLICE: 2 SCIAMI DA 1 ALVEARE

Il primo passo che dovrai compiere sarà quello di individuare quale delle tue famiglie sia più adatta alla sciamatura artificiale. Per evitare di sottoporre ad eccessivo stress una famiglia, sarà bene non sceglierne che non si trova in condizioni ottimali.

Dato che è pressoché impossibile descrivere ogni scenario che si possa presentare farò qui una trattazione teorica dell’approccio semplice alla divisione. Così facendo avrai la possibilità di capire bene il legame tra il metodo e il ciclo biologico di una colonia di api e, con un po’ d’attenzione, potrai adattarlo alle tue famiglie.

Per facilità di esposizione prenderemo quindi ad esempio una famiglia di api in condizioni ideali che vive disposta su 10 telaini all’interno della nostra arnia d’origine.

In questo esempio i 10 telaini saranno così suddivisi:

  • 5 telaini di scorte alimentari
  • 2 telaini di covata opercolata
  • 3 telaini di covata non opercolata

La divisione che effettueremo dovrà ripartire i telaini tra la famiglia orfana, ossia quella che rimarrà nell’arnia d’origine, e la nuova famiglia, dotata di regina, che sposteremo in una nuova arnia posizionata a circa 2 m di distanza dalla precedente, avanti oppure indietro rispetto all’arnia d’origine (vedi infografica in basso).

LA NUOVA FAMIGLIA

Alla neo formata colonia di api che sposteremo nella nuova arnia dovremo lasciare un numero di telaini così ripartiti:

  • 2 telaini di covata opercolata
  • 3 telaini di scorte
  • 1 nuovo telaino dotato di foglio cereo

Perché?

Come avrai notato anche dall’infografica qui sotto, stiamo lasciando la regina giovane e forte alla nuova famiglia.

Questa nuova arnia non sarà quella d’origine e verrà messa in una diversa posizione, affinché la stragrande maggioranza delle bottinatrici della famiglia iniziale entrerà molto più nella vecchia arnia che nella nuova.

Questa nuova famiglia in pratica avrà ben poche bottinatrici e quindi pochi approvvigionamenti di cibo.
Proprio per questo la doteremo di maggiori scorte alimentari e di covata opercolata. Le scorte serviranno a supplire alla carenza di approvvigionamenti dovuta all’assenza delle bottinatrici. La covata opercolata come saprai contiene le giovani pupe che stanno finendo il loro sviluppo e che presto entreranno a far parte della folta schiera di operaie al servizio della colonia. Non appena le loro celle si saranno liberate, la regina sarà pronta a riprendere la deposizione delle uova.

covata opercolata © Carlo Taccari

Covata opercolata © Carlo Taccari

LA FAMIGLIA ORFANA

Alla famiglia che rimarrà all’interno dell’arnia d’origine sarà opportuno lasciare a disposizione:

  • 3 telaini di covata non opercolata
  • 2 telaini di scorte
  • 1 nuovo telaino dotato di foglio cereo

Perché?

Questa famiglia, diversamente dall’altra, non avrà più la sua regina. Non è un gran problema, le api sanno bene come ottenere una nuova regina. Nutrendo di pappa reale una o più delle larve in crescita per un periodo di tempo maggiore rispetto a operaie e fuchi, la colonia di api orfana avrà una nuova regina capace di poter deporre uova nel giro di un mese o un mese e mezzo circa. Per nutrire una nuova regina, la colonia deve avere a disposizione una covata non opercolata.

Le bottinatrici faranno ritorno in quest’arnia con una frequenza molto maggiore rispetto alla nuova arnia e questo è dovuto al fatto che la famiglia orfana verrà lasciata all’interno dell’arnia d’origine. Il costante apporto alimentare dovuto alla presenza di bottinatrici ci permetterà quindi di dover fornire meno scorte rispetto all’altra famiglia che abbiamo appena formato.

Essendo tuttavia questa una colonia soggetta a un fattore di stress non trascurabile come l’assenza della regina, dopo aver effettuato la procedura di divisione, sarà opportuno non disturbare le api per almeno una decina di giorni. Al termine di questo periodo di tranquillità potrai effettuare il primo controllo e verificare la presenza di celle reali che potranno essere anche più d’una. A questo punto starà a te valutare cosa fare delle eventuali regine in eccesso.

 

 

IL TELAINO NUOVO

Ad entrambe le famiglie dovrai lasciare un telaino nuovo dotato di foglio cereo. Non solo darai subito alle api nuovo spazio da sfruttare, ma permetterai loro anche di concentrarsi meglio sul lavoro da fare. Un solo telaio nuovo è sufficiente a non disperdere forze ed energie.

infografica sulla sciamatura artificiale © Carlo Taccari

Infografica sulla sciamatura artificiale © Carlo Taccari


BIBLIOGRAFIA

  • Alberto Contessi (2016) Le api. 4° edizione. edagricole.
  • SandRock C et al (2014) Impact of chronic neonicotinoid exposure on honeybee colony performance and queen supersedure. plosone. 1;9(8).
  • Büchler R (1994) Varroa tolerance in honey bees – occurrence, characters and breeding. Bee World 49: 6.
  • Laomettachit T (2016) Decision-making in honeybee swarms based on quality and distance information of candidate nest sites. J. Theor. Biol. 7;364:21-30.
  • Schaerf TM (2013) Do small swarms have an advantage when house hunting? The effect of swarm size on nest-site selection by Apis mellifera. J. R. Soc. Interface. 31;10(87).

 

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Ultima modifica il 12 Novembre 2018
James Marchetti

Nato a Londra nel 1979, ha lavorato come Guida naturalistica e come Operatore Didattico scientifico. Attualmente prosegue gli studi in Scienze Naturali all'Università Sapienza di Roma e lavora presso un liceo privato dove insegna Biology e Geography in lingua inglese. Apicoltore da oltre tre anni, si occupa per “BUONO” della gestione dell'apiario.