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20BUONI 04 Agosto 2015

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I segreti nascosti nella molecola che racchiude l’unicità delle specie viventi iniziarono ad essere svelati nel Febbraio del 1953 quando due scienziati del Cavendish Laboratory di Cambridge ebbero l’intuizione giusta, la chiave di volta che aprì il vaso di Pandora.

James D. Watson e Francis Crick sono passati alla storia come i due studiosi che hanno descritto il funzionamento e la struttura del DNA: l’appaiamento complementare delle basi azotate e la struttura a doppia elica a catene orientate in direzione opposta poteva spiegare con estrema semplicità e chiarezza non solo l’organizzazione del materiale genetico, ma anche il modo in cui l’informazione veniva archiviata e replicata, quindi ereditata. In quel periodo le conoscenze specifiche sulla genetica erano ancora agli inizi: si conosceva l’esistenza dei geni e dei cromosomi, ma non si era ancora ben compreso il loro funzionamento di base.

Un ruolo importante in questa storia ebbe il libro del grande fisico Schroedinger“Che cos’è la vita” che si spingeva ad ipotizzare che comprendere il codice ereditario potesse rivoluzionare addirittura le leggi della fisica.

Forti di questo stimolo, Watson e Crick insieme al contributo di altri due scienziati del King’s College, Maurice Wilkins e Rosalind Franklin, risolsero il mistero nascosto nel DNA: il modello a doppia elica era una soluzione che combaciava perfettamente con il suggerimento di Schroedinger che ipotizzava un linguaggio simile al codice morse 

“un’idea semplice ed elegante che doveva essere necessariamente giusta”.

La portata intellettuale che risiede nella descrizione del DNA è veramente enorme, sia in ambito scientifico sia sociale. Questa scoperta ha aperto le porte alla nascita numerose discipline che hanno lo scopo di capire i dettagli di ogni aspetto legato al materiale genetico, come la biologia molecolare, la trascrittomica, la genomica, ma l’eredità di questa scoperta tocca gli ambiti più disparati: dalla medicina alla diagnostica, dalla giurisprudenza all’etica, dall’ingegneria all’agricoltura.

Perché svelare i misteri del DNA è un po’ come tentare di svelare i misteri più profondi della vita stessa.

Nel libro “DNA” di Watson si parla anche delle teorie che tentano di spiegare come si sia evoluta la vita a partire dal Big Bang: una di queste teorie ipotizza che le prime forme di vita fossero interamente basate sull’RNA.

“Nel mondo ad RNA il problema dell’uovo e della gallina, semplicemente, scompare. L’RNA è al tempo stesso uovo e gallina. E’ un cimelio evolutivo”. - James D. Watson

 

 

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Ultima modifica il 08 Marzo 2017
Serena Cavallero

Nata a Terni nel 1982, laureata nel 2008 in Biologia Cellulare Applicata, dottore di ricerca in Sanità Pubblica nel 2012. Assegnista di ricerca presso la sezione di Parassitologia del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza, si occupa per "BUONO" degli aspetti inerenti la ricerca e l’educazione.

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