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20BUONI 04 Agosto 2015

#15 BUONO - chi sono?

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In un mondo largamente dominato dagli uomini, la grande scienziata polacca è uno dei pochi studiosi che hanno ricevuto ben due premi Nobel in due discipline diverse, la fisica e la chimica nel 1911 ”in recognition of her services to the advancement of chemistry by the discovery of the elements radium and polonium, by the isolation of radium and the study of the nature and compounds of this remarkable element”.

Per poter accedere agli studi universitari ostacolati dal volere del padre, Marie Skłodowska Curie è stata costretta a trasferirsi dalla Polonia alla Francia dove ha iniziato a studiare fisica alla Sorbona di Parigi concentrandosi sulle proprietà di alcuni elementi chimici che mostravano caratteristiche del tutto uniche. Grazie ai suoi studi pionieristici si è potuto comprendere meglio il fenomeno della radioattività, proprietà di alcuni elementi instabili di emettere energia fino al raggiungimento della stabilità chimico-fisica, la cui delucidazione ha aperto le porte a numerose applicazioni: basti pensare ai risvolti terapeutici con l’utilizzo delle tecniche diagnostiche per immagine. Inoltre, Marie Curie ha scoperto e descritto due elementi chimici: il radio e il polonio, quest'ultimo rinominato proprio in onore della sua terra di origine. Durante la prima guerra mondiale contribuì alle cure dei feriti portando sul campo le apparecchiature per i Raggi X, a causa dei quali morì prematuramente non essendo ancora noti gli effetti nocivi di questi elementi. Il suo approccio rigoroso alla scienza e il suo prodigarsi per la ricerca e per il prossimo l'hanno sicuramente eletta a figura scientifica di riferimento, tanto che ad oggi esistono numerosi e prestigiosi centri di ricerca, premi e possibilità di finanziamento per giovani ricercatori eccellenti affiancati al suo nome.

“Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba. Non dobbiamo lasciar credere che ogni progresso scientifico si riduca a dei meccanismi, a delle macchine, degli ingranaggi, che pure hanno anch'essi una loro bellezza. Io non credo che nel nostro mondo lo spirito d'avventura rischi di scomparire. Se vedo attorno a me qualcosa di vitale, è proprio questo spirito d'avventura che mi sembra impossibile da sradicare, e che ha molto in comune con la curiosità.”  
Marie Skłodowska Curie

 

 

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Ultima modifica il 08 Marzo 2017
Serena Cavallero

Nata a Terni nel 1982, laureata nel 2008 in Biologia Cellulare Applicata, dottore di ricerca in Sanità Pubblica nel 2012. Assegnista di ricerca presso la sezione di Parassitologia del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza, si occupa per "BUONO" degli aspetti inerenti la ricerca e l’educazione.

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