La riunione familiare in apicoltura La riunione familiare in apicoltura © Carlo Taccari
BUONO 08 Novembre 2016

La riunione familiare in apicoltura

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Nonostante il clima impazzito che stiamo vivendo, il caldo sta pian piano lasciando il posto al freddo e l’inverno sta arrivando. Quando si pratica apicoltura bisogna essere preparati all’avvicinarsi del freddo e non ridursi all’ultimo momento con le pratiche da svolgere in apiario.

In questo articolo vedremo:

  • Cosa fanno le api durante l’inverno
  • Il controllo preinvernamento
  • Cos’è una riunione familiare
  • Il nostro caso Lorentz e Copernico
  • Come procedere nel caso di una riunione familiare

COSA FANNO LE API DURANTE L'INVERNO

Durante la stagione fredda le api lavorano per proteggere la famiglia. Infatti, si riuniscono all’interno dell’arnia in un glomere, ossia un ammasso di api operaie che si stringono tra loro per tenersi al caldo. Di solito il glomere si forma al centro dell’arnia e le api che si trovano all’esterno ricevono il cambio dalle loro sorelle per riscaldarsi un po'.

Il glomere è un ammasso di api operaie che si stringono per tenersi al caldo durante l'invernoclicca per twittare

uno sciame naturale nell'Oasi di Castel di Guido © BUONO

Uno sciame naturale nell'Oasi di Castel di Guido © BUONO

Prima dell’arrivo dell’inverno le api dovrebbero aver accumulato scorte alimentari in quantità tale da superare l'inverno, poiché nei mesi più freddi le bottinatrici resteranno dentro l’arnia insieme alle altre sorelle per garantire a tutta la famiglia abbastanza calore e protezione, piuttosto che effettuare voli di bottinamento.

IL CONTROLLO PREINVERNAMENTO

All’arrivo dell’inverno solo le famiglie di api più forti e preparate riescono a sopravvivere senza problemi, mentre le altre potrebbero non farcela oppure arrivare alla primavera troppo debilitate per resistere a eventuali problemi.

È quindi molto importante controllare lo stato di salute di tutte le nostre famiglie accertandoci che ci sia la presenza di:

  • Scorte alimentari
  • Covata (non abbondante come in primavera)

Situazioni particolarmente delicate potrebbero essere piccoli sciami recuperati da poco tempo, una regina debole che sta producendo poca covata oppure una famiglia poco produttiva che non accumula abbastanza scorte.

Dovremo controllare bene l’andamento di queste famiglie e, se necessario, effettuare una riunione familiare proprio come abbiamo fatto noi in questi giorni con due delle nostre arnie: Lorentz e Copernico.

COS'É UNA RIUNIONE FAMILIARE

In apicoltura si parla di “riunione familiare” quando si riuniscono due famiglie per cercare di ottenere un’unica famiglia che sia più forte e preparata alle intemperie rispetto alle due famiglie iniziali.

 

La riunione familiare aumenta la possibilità di due famiglie deboli di superare l'invernoclicca per twittare


IL NOSTRO CASO: LORENTZ E COPERNICO

Queste due famiglie hanno storie diverse tra loro.

La regina dell’arnia Lorentz aveva sciamato lasciando dietro di sé una covata modesta e un bel gruppetto di operaie che industriosamente continuavano a svolgere i loro compiti al meglio.

La famiglia che si trovava dentro Copernico già molto tempo fa aveva deciso di sciamare per vivere in mezzo alla natura e noi avevamo sfruttato quest’arnia vuota per recuperare un altro piccolo sciame naturale. Con tutta probabilità era uno sciame secondario perché era davvero molto piccolo. Eppure la regina ci è sembrata da subito molto attiva e questo ci ha dato fiducia.


Entrambe
le famiglie con tutta probabilità non sarebbero riuscite a sopravvivere all’inverno e per questo abbiamo deciso di tentare una riunione familiare.

COME PROCEDERE AD UNA RIUNIONE FAMILIARE

Per riunire due famiglie abbiamo utilizzato il metodo che si usa comunemente, il metodo di Miller (1831 – 1920), anche detto “del foglio di giornale”.

Il primo passo è stato quello di scegliere in quale delle due arnie avremmo tenuto le due famiglie riunite: abbiamo scelto l’arnia Lorentz dato che la famiglia di questa cassetta era più numerosa anche se priva della sua regina.

Arnia Lorentz dell'apiario BUONO © Carlo Taccari

Arnia Lorentz dell'apiario BUONO © Carlo Taccari

Il metodo di Miller o “del foglio di giornale” si applica molto bene alle arnie dell’apiario BUONO (Italica-Carlini) come a tutti gli altri modelli di arnie provvisti di un fondo mobile. L’unica cosa che dobbiamo avere è... un giornale!

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La riunione delle famiglie deve essere praticata sempre al tramonto in quanto lo spostamento di una delle due arnie dalla sua posizione di routine potrebbe disorientare le api bottinatrici nel ritrovare il nido, il che comporterebbe il rischio di perderne un certo numero.

Giunto il tramonto si procede in questo modo. Una volta individuata l’arnia che fa da base (nel nostro caso Lorentz) si rimuovono tutti gli eventuali elementi presenti sopra al nido (escludi regina, melario, coprifavo e tetto) in modo da avere i telaini del nido a vista. Si prende un foglio di giornale e lo si stende aperto sopra il nido in modo tale da coprirlo bene.

Si consiglia di praticare alcuni piccoli fori sul foglio di giornale per permettere che la riunione avvenga con maggiore rapidità. Tuttavia la nostra esperienza ci porta a dire che forare il foglio di giornale o lasciarlo integro non sembra avere un effetto sulla velocità di riunione, infatti in entrambi i casi dopo due giorni le famiglie coinvolte avevano forato tutto il giornale e portato a termine la riunione.

A questo punto all’arnia che vogliamo porre sulla parte superiore (nel nostro caso Copernico) bisogna rimuovere tutti gli elementi al di sotto del nido. L’arnia senza il suo fondo andrà posizionata sopra all’arnia che fa da base e l’unica cosa che separerà le due famiglie sarà il foglio di giornale che abbiamo posizionato in precedenza.

arnia dedicata copernico

Arnia Copernico dell'apiario BUONO © Carlo Taccari

Le api non sono dotate di un apparato boccale masticatorio ma di un apparato lambente-succhiante e per loro penetrare all’interno del foglio di giornale, per quanto sottile, è un’impresa che richiede del tempo.

Proprio durante questo lasso di tempo le due famiglie si abitueranno reciprocamente fino a considerarsi un’unica famiglia... anche se disposta su due piani.

Con un controllo periodico sarà poi semplice per noi apicoltori capire se e quando la riunione familiare è avvenuta più o meno positivamente.

 

 

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Ultima modifica il 08 Marzo 2017
James Marchetti

Nato a Londra nel 1979, ha lavorato come Guida naturalistica e come Operatore Didattico scientifico. Attualmente prosegue gli studi in Scienze Naturali all'Università Sapienza di Roma e lavora presso un liceo privato dove insegna Biology e Geography in lingua inglese. Apicoltore da oltre tre anni, si occupa per “BUONO” della gestione dell'apiario.