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RICERCA 27 Ottobre 2015

Dall'Europa i risultati del progetto STEP sull'andamento degli impollinatori

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Che mondo sarebbe senza fragole e cioccolato?

Ogni sforzo compiuto per comprendere meglio le cause del declino delle api e trovare rimedi a questo andamento merita l'attenzione di noi tutti. 

Come BUONO cerchiamo di divulgare ogni notizia rilevante in merito, perciò siamo qui a parlarvi del progetto europeo STEP: "Status and Trends of European Pollinators" è iniziato nel 2010 e si conclude quest'anno. Cofinanziato dalla Commissione Europea, questo ambizioso studio si poneva come obiettivo quello di capire meglio i fattori che maggiormente contribuiscono al declino degli impollinatori e trovare delle soluzioni percorribili per rimediare alla perdita di biodiversità.

Guidato dal Professor Simon Potts dell'Università di Reading (Regno Unito), il progetto ha coivolto altri 15 Paesi impegnati nella salvaguardia di specie di impollinatori fondamentali sia per la biodiversità degli insetti sia per quella di altre specie animali e vegetali: con il loro incessante lavoro le api consentono la produzione di ortaggi e frutta, il mantenimento dei pascoli, la vita dei boschi e quindi l’alimentazione di uomini e animali. La loro perdita rischia di compromettere seriamente la sicurezza alimentare di molti animali, uomo incluso.

I risultati dello studio hanno evidenziato che sono molteplici i fattori che contribuiscono al declino degli impollinatori: le specie invasive e le malattie infettive sono sicuramente fattori importanti, ma anche l'impatto antropico (cambiamenti climatici, perdita di habitat e abuso di pesticidi) ha il suo peso. Nonostante le api selvatiche e da miele siano minacciate, gli studi nel Regno Unito hanno messo in evidenza che molto probabilmente altre specie di insetti stanno sostituendo le api in questo lavoro in quanto non si registrano cambiamenti drastici di produttività agricola a partire dagli anni '80 (probabilmente anche a causa dei miglioramenti delle tecniche stesse di produzione).

Una delle soluzioni trovate dal gruppo di ricerca STEP è quella di coprire i terreni confinanticon quelli agricoli con un misto di fiori per attrarre gli impollinatori e aiutarli a colonizzare nuovi spazi: con questa tecnica si è osservata una crescita del 500 % nell’abbondanza di impollinatori e il rinvenimento di specie rare. Alcune informazioni chiave sono reperibili nel video che trovate qui sotto.

L'approccio multidisciplinare allo studio della comprensione di fenomeni complessi come il declino delle popolazioni di insetti risulta ad oggi uno dei passaggi fondamentali per trovare soluzioni percorribili per mitigare la perdita di biodiversità a tutti i livelli.

Bibliografia

Video

The Plight of the Pollinators Euronews/futuris
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Ultima modifica il 08 Marzo 2017
Serena Cavallero

Nata a Terni nel 1982, laureata nel 2008 in Biologia Cellulare Applicata, dottore di ricerca in Sanità Pubblica nel 2012. Assegnista di ricerca presso la sezione di Parassitologia del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive della Sapienza, si occupa per "BUONO" degli aspetti inerenti la ricerca e l’educazione.

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